Ue/Copyright: Eurodeputati PD a Di Maio: “Perché  difendi i giganti del web e non il lavoro creativo?”

Ue/Copyright: Eurodeputati PD a Di Maio: “Perché difendi i giganti del web e non il lavoro creativo?”

“Siamo sorpresi dalle dichiarazioni rilasciate da Di Maio in qualità di ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico che, evidentemente, non conosce le esigenze di un settore trainante dell’economia italiana come quello del settore culturale e creativo che impiega più di un milione di lavoratori con un fatturato di circa 48 miliardi nel 2015, né sembra essere a conoscenza della proposta di riforma che qui, in Parlamento europeo, stiamo discutendo da quasi due anni” –così rispondono gli eurodeputati Pd Bresso, Costa, Danti, Gasbarra, Morgano al vice premier Di Maio

“Sostenere la riforma della direttiva sul diritto d’autore votata la settimana scorsa in Commissione giuridica del Parlamento europeo-continuano gli esponenti Pd- significa cercare di porre fine ad un’economia parassitaria che avvantaggia solo i giganti del web a danno di artisti, editori, creatori e di tutti i lavoratori del settore culturale e creativo.  Questi cosiddetti over-the-top, che hanno oramai una posizione dominante nel mercato, devono corrispondere il giusto compenso ai titolari di diritti che rifletta il valore economico dell’uso dei contenuti coperti da copyright. A rischio non c’è solo la sostenibilità dell’industria creativa, ma anche la sopravvivenza stessa dei creatori e degli artisti che hanno diritto di vedersi riconosciuta una giusta remunerazione per le opere del loro ingegno.

Il diritto d’autore è essenziale per finanziare la produzione creativa. Questa è la precondizione per garantire la ricchezza e la diversità delle produzioni culturali in Europa. I social media e i motori di ricerca sono un’importantissima vetrina per la diffusione e la promozione dei prodotti culturali, ma è grazie a questi contenuti che gli intermediari massimizzano il loro profitto.

Nessun bavaglio-concludono Bresso, Costa, Danti, Gasbarra e Morgano-  dunque, nessuna censura, ma solo condizioni di parità e un Internet più equo e moderno, con regole equilibrate che prevedano il giusto riconoscimento per coloro che creano contenuti culturali nell’era digitale a tutela e promozione della diversità culturale e linguistica europea”.