Supporto occupazione giovanile, Benifei, Gualmini: bene novità su Garanzia Giovani, ma bisogna agire contro stage non retribuiti

Supporto occupazione giovanile, Benifei, Gualmini: bene novità su Garanzia Giovani, ma bisogna agire contro stage non retribuiti

La crisi causata dalla pandemia ha colpito duramente il mondo del lavoro, e in particolar modo i giovani. Aumentano i cassa integrati, diminuiscono le ore lavorate, e i dati Istat del primo trimestre del 2020 parlano di un calo del Pil in Italia di oltre il 5%. Tra le categorie più colpite ci sono gli under-35. Per favorire la ripresa, serve un approccio globale da parte dell’UE, ingenti risorse finanziarie e un nuovo piano per la ripresa dell’economia europea nel prossimo bilancio. NextGeneration EU sarà fondamentale anche per assicurare un sostegno adeguato agli Stati Membri sul fronte dell’occupazione dei giovani, e in questo scenario è centrale l’iniziativa di supporto all’occupazione giovanile presentata oggi dalla Commissione, che contiene modifiche mirate a Garanzia Giovani, una nuova Raccomandazione per potenziare la formazione professionale e misure aggiuntive per fornire sostegno agli studenti, per lo sviluppo di nuove competenze fortemente ancorate al digitale, per incentivi diretti alle PMI per l’assunzione dei giovani”. Lo dichiarano gli eurodeputati Brando Benifei e Elisabetta Gualmini.

“Riteniamo positivo – dichiarano Gualmini e Benifei – che la Commissione abbia presentato una serie di importanti accorgimenti a Garanzia Giovani, facendo tesoro dell’esperienza maturata negli ultimi anni, ad esempio proponendo un approccio più specifico per le categorie sottorappresentate nel mercato del lavoro, come donne, migranti e persone con disabilità, e rafforzando le strategie di estensione e comunicazione del programma. Serve però stabilire criteri più chiari e vincolanti sui livelli minimi di qualità delle offerte, definire meglio le condizioni a cui chi offre lavoro potrà ricevere i sussidi e rinforzare il ruolo della Garanzia Giovani per un inserimento diretto nel mercato del lavoro, evitando che gli stage risultino una forma di sfruttamento mascherato dei giovani europei”.

“La gravità della crisi ci impone di mettere in campo risposte ambiziose e un approccio radicale. Stiamo portando avanti una battaglia al Parlamento Europeo affinché siano stabiliti criteri vincolanti sulla qualità delle offerte. Bisogna dire basta allo sfruttamento del lavoro dei giovani che, magari assunti con forme di stage o apprendistato, non ricevono alcuna remunerazione e non hanno accesso ad alcun tipo di protezione sociale. L’UE deve essere in prima linea nella lotta agli stage non retribuiti, che spesso aumentano la precarietà dei giovani” – concludono gli europarlamentari PD.