Accordo UE: Fondi ad Agricoltura da 15 a 7,5 miliardi

Accordo UE: Fondi ad Agricoltura da 15 a 7,5 miliardi

Le risorse europee per la ripresa post-Covid sono state dimezzate da 15 miliardi a 7,5. È necessario che il bilancio sia all’altezza delle future sfide del Green Deal e delle strategie Farm to Fork e sulla biodiversità. Inoltre, questi 7,5 miliardi devono essere anticipati al 2021 e non ritardati al 2022 come viene citato ripetutamente nelle conclusioni adottate dai vertici Ue.
L’accordo raggiunto dai vertici UE contrasta e neutralizza i poteri co-legislativi del Parlamento europeo in una vasta area di politiche, inclusa l’agricoltura. E questo è inammissibile in un momento in cui i due terzi dei cittadini europei e il 78% degli italiani chiedono che l’Ue abbia più competenze per far fronte alla crisi, la più grande dai tempi della Seconda guerra mondiale.

Oggi più che mai, i nostri agricoltori hanno bisogno di una risposta concreta e comune e non possiamo sottostare alla minaccia di non poterli più difendere su alcuni punti chiave della Politica Agricola Comune (PAC), come il livello dei pagamenti diretti nel processo di convergenza progressiva dei contributi Ue tra vecchi e nuovi Stati membri, ma anche sul plafonamento degli aiuti e sulla possibilità di trasferire fondi tra gli aiuti Ue al reddito e quelli per lo sviluppo rurale.

Nonostante l’accordo firmato nei giorni scorsi sia per grandi linee un risultato di grande valore e una vittoria per l’Italia, purtroppo incide negativamente su alcuni settori fondamentali come l’agricoltura, dove le risorse europee per la ripresa post-Covid sono state dimezzate da 15 miliardi a 7,5. È necessario che il bilancio sia all’altezza delle future sfide del Green Deal e delle strategie Farm to Fork e sulla biodiversità.

Inoltre, questi 7,5 miliardi devono essere anticipati al 2021 e non ritardati al 2022 come viene citato ripetutamente nelle conclusioni adottate dai vertici Ue, in chiara contraddizione con il risultato politico tra Parlamento e Consiglio raggiunto due settimane fa sul regolamento transitorio, che proroga di due anni l’attuale PAC. Proroga che nasce da una necessità puramente tecnica: evitare che gli Stati membri e l’Esecutivo Ue abbiano solo tre, quattro mesi di tempo per varare ambiziosi piani strategici nazionali per il settore agricolo.

Per concludere, i nostri agricoltori hanno bisogno quanto prima dei 7,5 miliardi di euro assegnati alla PAC nell’ambito del programma Next Generation EU e questo sarà il mio primo obiettivo in quanto relatore della parte agricola del nuovo regolamento Omnibus sulla distribuzione delle risorse del Recovery Fund. Mi batterò per renderli disponibili fin da subito e per fare in modo che riescano a coprire un più ampio spettro di iniziative.

Come ha affermato anche nei giorni scorsi il Presidente dell’Assemblea David Sassoli, il ruolo del Parlamento europeo è di sostenere i nostri cittadini nella loro richiesta di un’Unione sempre più forte, efficace e ambiziosa.

 

Paolo De Castro