Il meccanismo di protezione civile europeo

Il meccanismo di protezione civile europeo

Con la revisione del meccanismo di protezione civile europea più fondi e maggior ruolo delle regioni. Gualmini: ‘L’Italia sia modello europeo per la gestione delle emergenze, con più attenzione all’impatto sociale ed economico. L’Europa ha compreso la lezione della pandemia’.

L’aumento di due miliardi di euro stanziati per il meccanismo di protezione civile europeo, come previsto dal Next Generation EU proposto dalla Commissione e confermato nella proposta iniziale di Michel, è un passo storico verso la creazione di un sistema coordinato di risposta europea alle emergenze. Una riserva comune di mezzi e capacità operative e un maggior coordinamento tra Stati Membri rientrano tra le misure necessarie per dare risposte adeguate in momenti di crisi, sia sanitaria che ambientale. Lo abbiamo visto bene nei primi giorni di marzo durante la diffusione della pandemia: l’Europa sembra aver capito quella drammatica lezione.
I capi di stato e di governo, riunitisi il 17 e 18 luglio al Consiglio europeo straordinario hanno una enorme responsabilità: quella di approvare un Piano europeo di ripresa all’altezza delle richieste dei cittadini che confermi gli oltre 3 miliardi di euro previsti per le risorse del Meccanismo di protezione civile unionale. Ciò significherebbe triplicare i fondi ed aumentare in maniera consistente le capacità di risposta dell’Unione, fornendo a RescEU mezzi adeguati per rispondere alle emergenze, utilizzando appieno anche le infrastrutture spaziali europee, come il sistema Galileo, che ha dimostrato di funzionare alla perfezione.
Insieme ai colleghi della commissione ambiente della delegazione del Partito Democratico a Bruxelles, mi sto impegnando da una parte perché la pianificazione delle risorse avvenga con il massimo coinvolgimento di chi ha un ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze sul territorio, cioè le Regioni e il Terzo settore. Dall’altra, perché l’attenzione sia rivolta anche all’impatto economico e sociale causato dalle emergenze, nella definizione degli obiettivi europei di resilienza che dovranno essere raggiunti da tutti i paesi.
La protezione civile italiana – che ha uno dei modelli operativi più avanzati in Europa di gestione della protezione civile – potrà cogliere questa opportunità. Grazie alla presenza di un terzo settore innovativo e dinamico e dello straordinario lavoro di migliaia di volontari sul territorio, il modello italiano potrà essere un punto di riferimento per il sistema di protezione civile europeo.

Elisabetta Gualmini