Recovery Fund: oltre 10 miliardi per lo sviluppo rurale già dal 2021

Recovery Fund: oltre 10 miliardi per lo sviluppo rurale già dal 2021

L’accordo raggiunto la scorsa settimana a Bruxelles sulla mobilitazione dei fondi Next Generation EU per lo Sviluppo rurale è una vera e propria iniezione di liquidità senza precedenti. Infatti, ben oltre 8 miliardi di euro, che si sommano ad un anticipo di 2.6 miliardi dei fondi per lo Sviluppo Rurale, saranno disponibili già nel 2021 e 2022, per sostenere il rilancio di un’agricoltura più sostenibile, resiliente e innovativa, dopo l’epidemia del Covid19.

Per l’Italia la quota nazionale sarà pari a circa 1,22 miliardi, ma è solo un punto di partenza: questi fondi infatti potranno essere co-finanziati con ulteriori risorse nazionali, moltiplicandoli fino a 5 volte nel caso in cui gli Stati membri lo vogliano.

Come Parlamento europeo e come Relatore del provvedimento legislativo, abbiamo voluto dare un chiaro indirizzo verso una ripresa economica nel nome della resilienza, della sostenibilità e della digitalizzazione. Per questo almeno il 37% dei fondi saranno destinati a misure ad alto beneficio ambientale, quali agricoltura biologica, riduzione delle emissioni agricole di gas serra, conservazione dei suoli e potenziamento dell’assorbimento di carbonio, miglior gestione idrica, benessere animale e salvaguardia degli habitat favorevoli alla biodiversità.

In più, almeno il 55% dei fondi dovrà supportare giovani e piccoli agricoltori, e soprattutto investimenti che promuovano lo sviluppo sociale ed economico delle aree rurali, tramite l’agricoltura di precisione, la digitalizzazione e la modernizzazione dei macchinari, il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro, la promozione di filiere corte e mercati locali, lo sviluppo di energie rinnovabili, economia circolare e bioeconomia, l’accesso alla banda larga. Per tutti questi investimenti, agricoltori e operatori agro-alimentari potranno essere supportati al 75% delle spese sostenute, rispetto al 40% attuale. Inoltre, abbiamo innalzato il livello massimo di aiuto al primo insediamento dei giovani agricoltori dagli attuali 70mila, fino a 100mila euro.

Grazie al risultato raggiunto abbiamo dimostrato ancora una volta come il Parlamento possa diventare il motore del processo legislativo, per rispondere ai bisogni reali dei nostri cittadini, delle nostre aree rurali, dei nostri agricoltori e produttori.

L’accordo vuole essere un gesto concreto di solidarietà verso un settore che, anche nelle fasi peggiori della pandemia, non ci ha mai abbandonato, mettendo a rischio la salute degli operatori pur di continuare a garantire che il cibo arrivi sulle nostre tavole.