23
Dic

Editoriale di Brando Benifei, Dicembre 2020

Abbiamo un piano per ripartire insieme.

E’ questo il frutto del lavoro di un anno in Europa ed è questo il titolo della grande iniziativa che abbiamo organizzato venerdì 18 dicembre, con tutti i colleghi della delegazione degli eurodeputati Pd, con membri del governo ed esponenti della società civile insieme al segretario Nicola Zingaretti, per presentare la nostra visione del futuro e del Paese dopo l’approvazione del piano di rilancio europeo Next Generation EU.

Dopo un estenuante negoziato con i governi europei a luglio, e dopo li veto di Polonia e Ungheria a novembre, il 16 dicembre al Parlamento europeo abbiamo potuto ratificare l’accordo raggiunto con il Consiglio e i leader dell’UE: un piano che ammonta a circa 1800 miliardi di euro, composto da un accordo sul nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP), il bilancio settennale dell’UE per il periodo 2021-2027, e da Next Generation EU, il piano di ripresa che contiene un nuovo strumento da 672,5 miliardi, il Recovery and Resilience Facility, per stimolare investimenti e rendere l’UE più ecologica, digitale e resiliente.

Ora che si sta chiudendo questo difficile 2020 e ci accingiamo a festeggiare il Natale, con il cuore appesantito dalle migliaia di vittime del coronavirus e l’ansia per il futuro economico di milioni di famiglie, vogliamo mettere sotto l’albero il frutto di questi mesi di proposte, negoziati e battaglie al Parlamento europeo e nelle istituzioni comunitarie. No, non si tratta solo dei soldi, di quei 209 miliardi di euro che fanno dell’Italia il primo beneficiario del Recovery Plan, né dell’importante sospensione del Patto di Stabilità europeo, che oggi consente all’Italia di avere un adeguato margine fiscale per supportare l’economia e dare ristori.

Quello che portiamo a casa è qualcosa di molto più prezioso e necessario per gli italiani: un piano per ripartire e la ritrovata consapevolezza del nostro posto in Europa.

Dopo anni di sbandamenti e di sovranismi d’accatto, mischiati ad un euroscetticismo importato dall’estero, che niente ha a che fare con la nostra tradizione e con i nostri interessi, gli italiani hanno ritrovato la propria identità europea di Paese fondatore dell’Ue, che deve portare il proprio punto di vista ai tavoli comunitari con autorevolezza e determinazione.

Una riscoperta del passato che ci permette di guardare al futuro. Per noi eurodeputati Pd, che non abbiamo mai smarrito il senso della nostra direzione, anche nei momenti più difficili delle polemiche con Bruxelles, si tratta del coronamento di un lavoro votato a sostenere l’Unione europea battendosi per cambiarla e migliorarla.

A marzo abbiamo lanciato un decalogo di nostre proposte per affrontare la crisi, un documento intitolato: “In Europa si deve cambiare: Le proposte degli eurodeputati per agire ora”. Oggi, molte delle nostre proposte contenute in quel documento sono diventate realtà. C’è un piano di rilancio senza precedenti e c’è per la prima volta un debito comune.

E’ nei momenti di crisi che l’Europa dà il meglio di sé e quest’anno l’Unione europea ha saputo fare quel salto in avanti che le chiediamo da anni. Nei giorni scorsi inoltre abbiamo chiuso i negoziati sulle specifiche del regolamento, ottenendo un aumento del 30% dell’anticipo del piano di Recovery.

Per l’Italia si passa dai 15 ai 20-21 miliardi. Per il nostro Paese si tratta del primo passo di un Recovery Plan che secondo la nostra visione dovrà ricalcare al massimo gli obiettivi strategici del bilancio comunitario. Non si tratta solo di massimizzare i benefici dei fondi europei, ma di dare il nostro contributo a realizzare gli obiettivi dell’Unione.

Per tutto questo tempo in Italia non si è parlato altro di cosa l’Europa può fare per noi. Ora l’attuazione del Recovery al livello nazionale è il banco di prova della politica per dimostrare cosa possiamo fare noi per costruire insieme un’Italia e un’Europa più vicine ai bisogni delle persone.


Scopri l'iniziativa "Abbiamo un piano per ripartire insieme" vai alla sezione dedicata