“L’annuncio della Commissione europea di destinare all’Italia 31 miliardi di euro nell’ambito PAC per il periodo 2028-2034, pari a circa il 10% del totale complessivo destinato all'agricoltura, rappresenta la conferma che siamo di fronte alla fine di una vera politica agricola comune e all’avvio di una stagione di tagli che colpiranno pesantemente il nostro comparto agricolo.” Così Dario Nardella, europarlamentare del Partito democratico e coordinatore in commissione agricoltura del Parlamento europeo, commenta la comunicazione della Commissione Europea.
“Il quadro finanziario pluriennale assegna complessivamente 31 miliardi di euro agli agricoltori italiani, ma la possibilità che i singoli Stati membri possano incrementare questa quota appare più come un’illusione che una concreta prospettiva. L’Europa – continua Nardella – rischia così di frammentare una delle sue politiche fondanti, scaricando sui governi nazionali responsabilità che dovrebbero invece restare comuni.”
Particolare preoccupazione desta il futuro delle risorse per lo sviluppo rurale: “La scomparsa del pilastro ad esso dedicato e la confluenza dei fondi in un capitolo unificato – spiega Nardella – rende opaco il quadro delle risorse disponibili e rischia di impoverire strumenti fondamentali per la tenuta delle aree rurali e la competitività delle imprese agricole.”
“Contestiamo radicalmente questo modello – conclude Nardella – e non comprendiamo l’ostinazione della Commissione europea nel portare avanti un’impostazione che riduce la PAC a una negoziazione tra Stati, perdendo di vista il suo senso originario: garantire un futuro sostenibile e competitivo per l’agricoltura europea nel suo insieme.”