Requisiti Prudenziali per le banche (CRR/CRD)

Requisiti prudenziali per le banche (CRR/CRD)

Più crediti per famiglie e imprese, più sicurezza per correntisti e risparmiatori

Si tratta di un pacchetto di misure prudenziali che va ad integrare/emendare le norme contenute nella direttiva CRD (Credit Requirements Directive) e nel regolamento CRR (Credit Requirements Regulation), completando il programma di regolamentazione post-crisi e dando attuazione ad alcuni elementi già concordati a livello internazionale dal Comitato di Basilea.

L’obiettivo delle modifiche apportate è, da un lato, quello di rafforzare ulteriormente la capacità delle banche di resistere ad eventuali crisi finanziarie e, dall’altro, di rendere il quadro normativo più favorevole alla crescita e più adeguato alla dimensione e al profilo commerciale delle banche.

Varie sono i provvedimenti che porteranno potenziali benefici per il settore bancario italiano e quindi – indirettamente – per famiglie e imprese.

Il primo provvedimento è il riconoscimento della positiva esperienza sviluppata in Italia a partire dal 1950 con la cosiddetta “cessione del quinto”, attraverso il suo recepimento nel testo unico europeo e la contestuale riduzione degli assorbimenti di capitale dall’attuale 75% al 35% della attività ponderate per il rischio.

Il secondo provvedimento importante per il nostro Paese sono le misure a sostegno degli investimenti in infrastrutture, è il contestuale rafforzato il sostegno delle piccole e medie imprese, attraverso l’innalzamento da 1,5 milioni di euro a 2,5 milioni di euro della soglia entro cui l’assorbimento di capitale sarà ridotto. Inoltre è stato dato mandato all’Agenzia Bancaria Europea (ABE) di predisporre una analisi di fattibilità per l’introduzione di un fattore di sostegno ad investimenti verdi e a investimenti sociali.

Terzo elemento di fondamentale rilevanza è la modifica che eviterà che la vendita sul mercato secondario di crediti deteriorati finisca per influenzare negativamente la valutazione prudenziale dei crediti in bonis. Per tutte le cessioni in blocco di Non-Performing Loans (NPL) che riguardano un ammontare almeno pari al 20% del totale delle esposizioni deteriorate avvenute a partire dal novembre 2016 e fino al 2023, sarà possibile infatti neutralizzare gli effetti negativi sul bilancio delle banche che fanno uso di modelli interni.

Infine, una importante innovazione riguarda invece i fondi propri delle banche, con un incentivo all’innovazione tecnologica, attraverso la non-deducibilità di certi tipi di software