Il commercio internazionale, la politica estera e la sicurezza

Il commercio internazionale, la politica estera e la sicurezza

SINTESI DEL CONFRONTO:

La situazione politica globale resta instabile, nonostante i trend macroeconomici siano positivi (la Banca Mondiale parla di una crescita del PIL mondiale di oltre il 3% nel 2018).

Il problema è che l’ordine politico a cui siamo stati abituati è ora messa in questione: in Occidente i movimenti protezionisti chiedono una ritirata dalla scena internazionale, mentre le potenze asiatiche hanno la stabilità economica e politica necessaria a colmare il vuoto che verrà lasciato. Intanto il futuro della Russia resta un’incognita, mentre le uniche certezze in Nord Africa e Medio Oriente sono il perdurare dell’instabilità.

All’interno di un quadro molto complesso, l’Unione Europea può e deve trovare lo spazio per esercitare una leadership globale, capace da un lato di resistere alle istanze di chiusura e dall’altro di dare alla globalizzazione regole e standard condivisi. In un mondo sempre più interconnesso questo è l’unico modo per proteggere il modello europeo di protezione ambientale e per raggiungere risultati nella lotta ai cambiamenti climatici.

 

5 PROPOSTE E/O POLITICHE GIA’ IN ESSERE DA MIGLIORARE:

  1. Continuare su una linea politica di apertura, che permetta all’Unione europea di esercitare un ruolo di leadership globale.
  2. Redistribuire i benefici della globalizzazione e proteggere chi in questi anni ne è uscito sconfitto, attraverso investimenti in welfare, istruzione e riqualificazione professionale.
  3. Insistere nei nuovi accordi commerciali sull’inserimento di clausole per la protezione di standard sociali e ambientali, assicurandosi che i negoziati siano condotti in modo trasparente.
  4. Arrivare entro fine legislazione a una conclusione positiva dei negoziati commerciali in corso.
  5. Insistere sul rilancio del modello multilaterale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.