Fusione, divisione e conversione transnazionale delle aziende

Fusione, divisione e conversione transnazionale delle aziende

Direttiva per stabilire regole e strumenti chiari per le operazioni di fusione, conversione e divisione transfrontaliere delle società.

  • Voto S&D

  • Voto M5S

  • Voto LEGA

La mobilità delle aziende svolge un ruolo centrale per lo sviluppo del mercato interno. A causa del
basso livello di armonizzazione del diritto societario
nell’Unione, sovente le società si trovano ad affrontare numerosi ostacoli nelle operazioni transfrontaliere.
A pagarne le conseguenze sono principalmente
quelle parti che richiederebbero maggior tutela,
in particolare i lavoratori, i creditori, e gli azionisti di
minoranza. La ristrutturazione ed il ricollocamento
delle società infatti hanno un impatto enorme sulla
vita dei lavoratori che possono vedere la loro situazione contrattuale peggiorare esponendoli anche
al rischio dumping.
La mancanza di misure ben definite per queste
operazioni permette la proliferazione delle letterbox companies, società di facciata create con l’unico scopo di riciclare denaro ed evadere le tasse.
Per questi motivi il legislatore interviene stabilendo un meccanismo che vede lo stato di “partenza”
rilasciare un certificato di pre-conversione o predivisione che permetterà alle autorità nazionali di
tutelare gli interessi dei lavoratori compiendo una
valutazione sulla legalità dell’operazione.
La delegazione PD, con il gruppo S&D, ha insistito
nel rafforzamento dei diritti dei lavoratori, i quali dovranno essere sempre coinvolti ed informati
sui dettagli delle operazioni transfrontaliere e non
potranno in nessun caso essere soggetti a modifiche contrattuali peggiorative. Altre misure vengono
previste per combattere l’evasione fiscale, semplificare la burocrazia e ridurre i costi delle operazioni
transfrontaliere per le società.