Garanzie procedurali per i minori indagati o imputati in procedimenti penali

Garanzie procedurali per i minori indagati o imputati in procedimenti penali

Diritto del minore a una valutazione individualizzata, assistenza di un difensore, formazione specialistica dei magistrati e degli altri operatori, obbligo di assicurare assistenza medica ai minori nei cui confronti sia stata applicata una misura restrittiva della libertà personale, principio della detenzione separata rispetto ai maggiorenni, obbligo per gli stati membri di assicurare ai minori detenuti l’accesso a programmi educativi e di formazione e il regolare esercizio delle relazioni familiari.

  • Voto S&D

  • Voto M5S

  • Voto LEGA

Introduce per la prima volta nella legislazione dell’Unione Europea una disciplina specifica dei procedimenti penali nei confronti di minori, con un catalogo di diritti e garanzie attraverso le quali realizzare il giusto bilanciamento tra l’esigenza di accertare i fatti di reato (con le relative responsabilità) e la particolare condizione di vulnerabilità dei minori, in ossequio al principio del superiore interesse del minore riconosciuto dagli strumenti internazionali.

Tra i punti fermi della direttiva, il diritto del minore a una valutazione individualizzata che approfondisca la conoscenza della sua situazione, la necessaria assistenza di un difensore, la formazione specialistica dei magistrati e degli altri operatori che prendono parte al procedimento, l’obbligo di assicurare assistenza medica ai minori nei cui confronti sia stata applicata una misura restrittiva della libertà personale, il principio della detenzione separata rispetto ai maggiorenni, l’obbligo per gli stati membri di assicurare ai minori detenuti, nel pieno rispetto della libertà religiosa e di pensiero, l’accesso a programmi educativi e di formazione e il regolare esercizio delle relazioni familiari.

La direttiva rappresenta un passo in avanti per l’armonizzazione normativa e per l’ampliamento dello spazio europeo di giustizia che, come previsto dalla road map decisa dal Consiglio nel 2009, favorirà il reciproco riconoscimento dei provvedimenti giurisdizionali in tutto il territorio dell’Unione.

La direttiva, inoltre, è ampiamente ispirata al modello italiano di giustizia minorile, i cui principi cardine risultano ora rafforzati da una cogenza di carattere sovranazionale.

La direttiva è stata approvata in plenaria il 9 marzo 2016 ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.