EDIS

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EDIS, il sistema europeo di assicurazione dei depositi, è l’indispensabile terzo pilastro dell’Unione Bancaria.

Si tratta di un elemento fondamentale dato che l’attuale assetto caratterizzato dall’esistenza di sistemi nazionali di garanzia dei depositi (SGD) resta vulnerabile agli shock locali di grande portata, rendendo l’effettiva protezione dei depositanti fortemente diseguale fra paesi.

La mancanza di un’assicurazione ostacola la piena realizzazione degli effetti positivi del mercato interno e dell’unione bancaria e, potenzialmente, influisce negativamente sulla fiducia dei depositanti.

Infatti, si potrà dire che si ha una vera e proprio Unione Bancaria, solo quando dopo aver spostato la vigilanza bancaria per le banche sistemiche al livello europeo e dopo aver istituito un quadro integrato per la gestione delle crisi bancarie, saremo anche riusciti a creare un sistema comune per la protezione dei depositi.

Nell’autunno del 2015 la Commissione ha avanzato una proposta che prevede la creazione di questa assicurazione unica in tre tappe. Innanzitutto l’introduzione di un sistema di riassicurazione per gli Sistemi di Garanzia dei Depositi (SGD) nazionali partecipanti, per un primo periodo di tre anni; poi un un sistema di coassicurazione per gli SGD nazionali partecipanti, per un secondo periodo di quattro anni; infine, un sistema di assicurazione completa per gli SGD nazionali.

I Socialisti e Democratici hanno prima incoraggiato la Commissione ad avanzare la sua proposta e successivamente sono stati fra i più forti sostenitori di EDIS.

Tuttavia, il processo legislativo è bloccato dal gruppo dei Popolari europei che, attraverso la proposta della loro relatrice, stanno cercando di indebolire il testo.

La discussione è bloccata anche in Consiglio, dove però è stato recentemente costituito un gruppo di lavoro ad hoc con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di raccogliere il sostegno della maggioranza degli Stati membri.

Nel prossimo mandato ci continueremo ad impegnarci per portare avanti questa battaglia per ottenere lo stesso livello di garanzia per i depositi di tutti i cittadini dell’Unione, senza creare cittadini di serie A e di serie B.

Questo è un atto dovuto per completare, attraverso la condivisione del rischio, le misure di riduzione di rischio che abbiamo già deciso in questa legislatura.