Fiscal Compact, flessibilità e austerità

Fiscal Compact, flessibilità e austerità

La lotta alle politiche di austerità. Grazie a noi introdotte le nuove norme sulla flessibilità. Evitati 43 miliardi di tagli e tasse.

Le politiche di austerità, attuate dalla Commissione Barroso hanno frenato l’uscita dalla crisi del 2008, deprimendo le prospettive di ripresa economica e determinando anche una diminuzione del potenziale produttivo dell’economia europea. La nostra battaglia per un superamento dell’austerità viene da lontano, e ha portato risultati concreti.

Dopo aver nella scorsa legislatura contrastato la riforma del Patto di stabilità e il Fiscal Compact (nel quale abbiamo inserito un emendamento che ha reso meno rigido il vincolo del pareggio di bilancio) e aver presentato l’emendamento (respinto) per scorporare gli investimenti pubblici dal calcolo del deficit (golden rule), in questo Parlamento siamo stati i principali artefici dell’introduzione e dell’applicazione delle nuove norme sulla flessibilità. Nel gennaio del 2015, a conclusione del negoziato per la nuova Commissione europea, è stata così approvata la Comunicazione sulla flessibilità, che ha definito una serie di clausole che permettono di derogare dai rigidi obiettivi di bilancio previsti dal patto di Stabilità (investimenti, riforme strutturali, andamento del ciclo economico, e successivamente eventi straordinari come il terremoto e i flussi migratori).

Quando, da ultimo, la Commissione europea ha nuovamente proposto di integrare nel diritto dell’Unione europea le norme del Fiscal compact (in particolare dell’articolo 3 del trattato, che, seppur in una versione modificata e “ammorbidita”, impone agli Stati di mantenere il bilancio in pareggio,
scongiurando così che disavanzo pubblico e debito pubblico raggiungano livelli insostenibili), su impulso dei membri del Partito democratico la Commissione ECON ha espresso voto negativo, rigettando così la proposta.

La nostra battaglia ha consentito all’Italia di beneficiare al massimo della flessibilità, permettendo di evitare 43 miliardi di tagli e tasse. Questa prima breccia nel muro dell’austerità è stata un successo importante ma ancora insufficiente. Nella prossima legislatura avrà luogo la revisione del Patto di Stabilità, che miriamo a trasformare in un Patto di Sostenibilità e di Crescita con una Golden Rule sugli investimenti a fianco di una adeguata capacità di bilancio comune.