Fondo europeo investimenti strategici

Fondo europeo investimenti strategici

Sul Piano Juncker per gli investimenti, ottenuto dal Gruppo S&D in cambio dell’appoggio alla Commissione, abbiamo lavorato affinché rispetti i principi della politica di coesione, il cui obiettivo è ridurre le disparità regionali. Abbiamo inoltre assicurato la complementarità degli investimenti ai fondi europei e l’effettiva addizionalità delle  iniziative.

Con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), l’UE ha creato uno strumento innovativo con l’obiettivo di individuare nuove soluzioni di investimento in un momento storico in cui le risorse pubbliche sono scarse. Il FEIS mira a massimizzare l’impatto delle risorse pubbliche attraendo al contempo investimenti privati. Il mio impegno nel corso della stesura del parere è stato, da un lato, quello di garantire un coordinamento migliore di tali strumenti potenziandone le sinergie e assicurandone la complementarità, in modo che gli aiuti a titolo dei diversi strumenti e fondi dell’Unione europea non si sovrappongano, e, dall’altro, di assicurare l’effettiva addizionalità delle iniziative e dei progetti supportati in particolare dal FEIS. Ho sostenuto, inoltre l’importanza di garantire un equilibrio geografico in tutta l’Unione, contribuendo così a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale. In questo senso, pur evitando assegnazioni territoriali o settoriali (“no geographical or sectoral earmarking”), i paesi che non siano ancora riusciti ad utilizzare al meglio le opportunità del FEIS dovranno essere supportati anche dalle autorità europee, ad esempio tramite una più efficace assistenza tecnica anche a livello locale, nonché tramite un coordinamento degli sforzi compiuti dagli uffici territoriali della BEI.

Parere sull’attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

Mi sono spesa per ricordare che la politica di investimento principale dell’Unione è la politica di coesione, il cui obiettivo è ridurre le disparità regionali e contribuire alla strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. In questa direzione che ho lavorato in modo tale da tener conto delle diverse necessità di sviluppo economico e infrastrutturale delle regioni e della diversità territoriale degli Stati membri, per garantire al tempo stesso che l’ammissibilità dei progetti sia preservata da qualsiasi interferenza che possa tradursi in un’eccessiva dispersione dei fondi. Ho insistito sull’importanza di mettere a punto anche progetti tematici o transfrontalieri che apporterebbero un ulteriore valore aggiunto europeo e per una concreta e maggiore coesione.