La UE e il sistema di depurazione acque nel mezzogiorno d’Italia

La UE e il sistema di depurazione delle acque nel mezzogiorno d’Italia

Nonostante la nomina di un Commissario Straordinario per la depurazione, l’Italia continua a registrare ritardi nell’ottimizzazione del sistema di collettamento delle acque reflue e nella loro depurazione. I rischi di procedura di infrazione da parte della Unione Europea.

L’Italia è l’unico paese  a non aver ancora attuato la Direttiva 97/271/CEE in tutto il suo territorio. Nello specifico, risultano non a norma 74 agglomerati urbani, sparsi in 18 diverse Regioni. La situazione più critica è tuttavia al Sud, dove esistono ampie fette di territorio sprovviste tanto degli impianti di depurazione quanto delle reti fognarie.

L’11 giugno nel corso della sessione Plenaria di Strasburgo, il Pd  in aula ha rimarcato  la necessità di uno sforzo congiunto per affrontare la questione. l’Italia ha a disposizione 1,6 miliardi, affidati ad un Commissario Straordinario alla depurazione, per la realizzazione di 183 interventi. Tuttavia i vincoli di bilancio che spesso schiacciano i comuni del Mezzogiorno d’Italia, in particolar modo quelli più piccoli, ne rendono difficile se non impossibile la realizzazione.

Analoghe osservazioni sono state sottoposte direttamente al Commissario Rolle.