l’Europa della cultura, dell’educazione, della cittadinanza e della creatività

l’Europa della cultura, dell’educazione, della cittadinanza e della creatività

SINTESI DEL CONFRONTO: 

TEMI:

Costruzione dell’Area europea dell’Educazione, Cultura, Imprese Culturali e Creative, Diplomazia Culturale, Diritto d’autore, Cittadinanza. I partecipanti hanno risposto positivamente alle proposte messe in campo dalla Delegazione PD al Parlamento Europeo nel corso di questa legislatura e hanno espresso soddisfazione per l’impegno profuso nella promozione e tutela della dimensione culturale, educativa e di costruzione della cittadinanza dell’Unione Europea.

Linee guida:

Educazione: Inserire moduli didattici sull’Unione Europea in tutti i percorsi scolastici; rafforzare il coordinamento europeo dei sistemi di istruzione per promuoverne inclusività e resilienza, introducendo nuove modalità di apprendimento per migliorare lo sviluppo di competenze chiave e di cittadinanza spendibili in società e in un mercato del lavoro sempre più globali, differenziate, mobili e digitali. Facilitare il riconoscimento dei titoli, delle qualifiche e delle competenze, incluse quelle non formali e informali, promuovendo la mobilità di studenti e dei docenti, a partire dalla scuola secondaria;  incentivare gli investimenti degli Stati membri in istruzione, ricerca e innovazione; promuovere piattaforme che riuniscano scuole e imprese sia per facilitare la progettazione di percorsi di alternanza scuola lavoro coerenti con i profili richiesti nonché con la crescita personale e attitudinale, agevolando così l’occupabilità e l’esercizio della cittadinanza attiva delle giovani generazioni . Rafforzare gli investimenti socio-educativi, diminuiti negli ultimi anni, promuovere la cittadinanza digitale anche attraverso la diffusione della banda larga nelle scuole, università e centri di ricerca e la realizzazione o sostegno di piattaforme digitali e di e-learning. Europa come “società della conoscenza” materiale e immateriale. L’Unione deve investire nella formazione professionale e universitaria, ma può agire solo indirettamente chiedendo agli Stati Membri maggiori risorse da destinare a questi settori.

Cultura: Promozione del patrimonio culturale europeo materiale e immateriale, traendo il massimo risultato dall’Anno Europeo 2018. Focus sulle comunità di patrimonio e incoraggiamento del senso di responsabilità/ appartenenza dei cittadini nei riguardi del patrimonio culturale; urgente ratifica della Convenzione di Faro da parte dell’Italia e della UE; rafforzamento della presenza della cultura in tutte le politiche dell’Unione, senza perderne il valore intrinseco; sviluppo di nuovi modelli, non esclusivamente economici, per misurare l’impatto e il ritorno della cultura sulla qualità della vita delle persone e sulle comunità, inclusa la dimensione economica; promozione di percorsi di valorizzazione delle esperienze locali e di scambio delle migliori pratiche. Facilitare la conoscenza e l’accesso ai bandi europei, attraverso la creazione, ad esempio, di una piattaforma unica digitale dalla quale avere informazioni sui bandi. Soddisfazione per il salvataggio della EUYO, la più antica istituzione culturale giovanile europea, e del trasferimento della sede da Londra all’Italia (Ferrara) a seguito del Brexit.

Identità europea. Investire nella cultura per accrescere il senso di appartenenza e la convinta adesione al progetto di integrazione europea. Ampliare la delega alla UE in educazione e cultura salvaguardando la diversità delle lingue e delle culture ma anche valorizzando le comuni radici e sviluppando pienamente il potenziale della nostra eccellenza culturale, globalmente riconosciuta.

Industrie culturali e creative e tutela della produzione di opere artistiche e del loro copyright. Partendo dalla relazione “Una politica coerente per le ICC”, è importante sviluppare un quadro europeo per una politica industriale globale, coerente e di lungo termine, facilitare l’accesso ai capitali, individuare nuove forme di finanziamento, formazione professionale, tutela del diritto d’autore. Rafforzare le tutele sociali per i lavoratori del settore. Investimento nelle competenze digitali. Le ICC italiane, di dimensioni minime, hanno bisogno di sostegno attraverso azioni di sistema UE.

Giovani e cittadinanza. I giovani non sono euroscettici ma ‘euroimpazienti”. Occorre promuovere maggiormente iniziative come quella del Corpo di solidarietà europeo che valorizza il volontariato e l’esperienza condivisa. Incentivare l’accesso alla cittadinanza digitale, includendo l’etica delle nuove tecnologie.

5 PROPOSTE E/O POLITICHE GIA’ IN ESSERE DA MIGLIORARE:

  1. Formazione professionale e universitaria
    1. Quadro di mutuo riconoscimento di borse, servizi e prestazioni.
    2. Sostegno alle proposte contenute nell’EU Education Area 2025:
      • EU Student Card
      • Digital Action Plan
      • Avvio nuovo “processo della Sorbona”, che completi quanto lasciato da parte dal processo di Bologna
      • Attraverso il Semestre Europeo chiedere che tutti gli stati membri entro il 2025 investano il 5% del GDP in educazione
  2. Finanziare un piano europeo per l’Open Access alle scuole, università e alle biblioteche digitali.
  3. Creazione e perfezionamento di curricula europei
  4. Inserimento di moduli formativi obbligatori sulla cittadinanza europea nei programmi comunitari.

 

  1. Mobilità e scambio migliori pratiche
    1. Accesso universale a Erasmus+ (ora privilegio dei più abbienti) non solo per le università ma anche per i centri di ricerca accreditati. Sostegno alla campagna Erasmus x 10.
    2. Favorire un piano di mobilità per i docenti.
    3. Dare la possibilità ai ragazzi delle scuole secondarie di svolgere l’alternanza scuola lavoro in un altro Paese membro dell’UE.
    4. Favorire la mobilità degli studenti meno abbienti aumentando le borse di studio.
  2. Valorizzazione il patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale europeo
    1. Aumentare i fondi destinati alla cultura nel budget dell’UE dall’attuale 0.15% all’1% anche attraverso il rafforzamento della dotazione delle risorse proprie all’interno del bilancio UE.
    2. Facilitare l’accesso ai bandi europei, attraverso la creazione di una piattaforma unica, che possa raccogliere tutte le possibilità a disposizione dei cittadini.
    3. Chiedere a tutti gli stati membri di ratificare la Convenzione di Faro per la tutela del patrimonio culturale, materiale e immateriale, presentata nel Consiglio d’Europa del 2005 e approvata dall’UE nel 2011.
  1. Identità
    1. Aumentare gli stanziamenti per la Giornata europea dei Giusti (6 marzo, supportata dall’UE dal 2012), la Giornata della Consapevolezza Europea (9 maggio) e il Premio Altiero Spinelli.
    2. Inserimento di moduli dedicati all’Unione Europea in tutti i percorsi di formazione secondaria per aumentare la consapevolezza di un’identità europea sin dalla giovane età.
    3. Estendere il canale televisivo ARTE in altre lingue e in altri Stati membri
  1. Industrie Culturali e Creative
  1. Rispetto alla revisione della direttiva Copyright attualmente in corso, determinare un quadro giuridico certo ed equilibrato che, nel promuovere un giusto e libero accesso ai contenuti della rete per i consumatori, non dimentichi di garantire i diritti anche di chi le opere le ha realizzate e prodotte, colmando il divario di valore che penalizza le ICC, in particolare del settore musicale e audiovisivo.Assicurare quindi ed incentivare la creazione culturale , per poi poterla aprire al grande pubblico, ripensando un quadro giuridico sul copyright che tenga conto dei nuovi strumenti di comunicazione e che approfitti delle enormi potenzialità della rete, capace però di adeguarle ad un ecosistema digitale che garantisca il giusto compenso ai creatori/produttori dell’opera, l’accessibilità dei consumatori e stabilisca regole chiare e trasparenti anche  per i  fornitori di servizi Internet (regole fiscali, web tax, lotta alla pirateria).
  2. Facilitare il finanziamento per le ICC attraverso i cosiddetti “intermediari finanziari sociali” e ampliare la gamma di strumenti come il microcredito, i contributi rimborsabili, il crowdfunding, il finanziamento con capitale di rischio e il venture capital.
  3. Promuovere reti europee delle ICC che, nei vari settori, possano fornire servizi per renderle competitive anche all’estero e nei confronti dei paesi terzi.
  4. Consolidare e se possibile estendere il “fattore di sostegno alle PMI” per facilitare le ICC.
  5. Ottimizzare il Piano Juncker, sfruttando pienamente le opportunità previste per le industrie culturali e creative, anche attraverso piattaforme dedicate per rispondere al processo di internazionalizzazione della produzione culturale, per sostenere al meglio le piccole e medie imprese culturali e creative.
  6. Portare il sistema bancario ad accettare i diritti di proprietà intellettuale come garanzie reali per gli investimenti nel settore.