Pilastro sociale, l’Europa dei diritti

Pilastro sociale, l’Europa dei diritti

SINTESI DEL CONFRONTO:

Welfare e la lotta per i diritti delle donne sono due argomenti estremamente connessi. E’ chiaro che un welfare europeo capace di dare risposte vere ai suoi cittadini, riesce al contempo a ristabilire una parità di genere, offrendo servizi che aiutino, tra gli altri, le donne ad emanciparsi economicamente e socialmente.

Dopo la presentazione del tavolo da parte delle eurodeputate Pina Picerno ed Elena Gentile, interviene l’On. Puglisi che ricorda come l’Italia sia diventata punto di riferimento per l’Europa sui diritti delle donne a partire dalla ratifica della Convenzione di Istanbul da parte del Governo italiano. Dopo il primo piano nazionale contro la violenza sulle donne va cambiata la governance sui fondi contro la violenza sulle donne, sottolineando infine l’importanza del riconoscimento del reato di violenza domestica. Su questo punto è fondamentale portare avanti la battaglia per avere una direttiva contro la violenza contro le donne, oltre a continuare il lavoro sulla ratifica da parte dell’UE nel suo insieme della Convenzione di Istanbul.

Il Presidente della Fondazione Tarantelli evidenzia come il Pilastro sociale, presentato dalla Commissione nel corso del 2017, sia il terzo tentativo di una carta sociale europea, come l’Europa intergovernativa sia a basso indice di democrazia e di come vadano ripensate le politiche del lavoro nel loro insieme. Una proposta fondamentale sarebbe quella di introdurre nelle valutazioni del semestre europeo (sulla salute delle economie degli Stati membri) anche gli indicatori sociali.

L’On. Gentile interviene sulla sollecitazione in merito alla costruzione di uno spazio di negoziazione europea ricordando come le politiche del lavoro siano ancora competenza degli stati membri. Va chiesto che siano ricondotte a una visione che tenga dentro lavoro e lavoratori a prescindere dello stato di provenienza (si pensi al caso esemplare di Ryanair, che pretende di poter applicare il diritto del lavoro irlandese anche quando i suoi dipendenti sono impiegati in un altro paese membro).

L’On. Fabrizia Giuliani mette nuovamente in evidenza il rapporto con l’Europa sul tema diritti avuto in questa legislatura. La qualità della vita, la lotta contro la violenza sulle donne, appartengono alla qualità della cittadinanza. La violenza appartiene alla questione dei diritti umani. Si evidenzia l’importanza di introdurre in Italia una norma a tutela degli orfani di femminicidio. Non è solo l‘acquisizione di diritti la strada per la libertà ma essere messi fino in fondo nelle condizioni per esercitarli.

Elena Carnevali insiste sulla necessità della Formazione Permanente come tema chiave per le politiche attive sul lavoro, e su come nel tema della non-autosufficienza entri il tema più generale dell’invecchiamento attivo e il tema della protezione per garantire le persone non autosufficienti. Nel campo dell’Immigrazione, la questione dei minori deve essere un tema centrale per l’UE.

Emerge dalla successiva discussione come il Pilastro sociale dei diritti sia nei fatti una conquista. Le parti sociali sono però cambiate, oggi ci sono in realtà tre parti sociali e la terza, ovvero il terzo settore, è esclusa nella negoziazione europea e nazionale. È indispensabile invertire la rotta delle politiche sul lavoro che sono interconnesse strettamente con le politiche di welfare. La costruzione di uno spazio di negoziazione europea su questi temi non è più procrastinabile.

 

5 PROPOSTE E/O POLITICHE GIÀ IN ESSERE DA MIGLIORARE:

  1. Proposta di una direttiva contro la violenza contro le donne, per avere una normativa che prevenga, punisca e protegga uniformemente a livello europeo e la ratifica dell’UE della convenzione di Istanbul.
  2. Creazione di uno Spazio di negoziazione europea e definizione di minimi salariali.
  3. Costruzione primo schema di fiscalità europea sul modello web tax.
  4. L’inserimento degli indicatori sociali nel semestre europeo.
  5. Costruzione di un Fondo europeo di tutela dei disoccupati per i paesi che superano i parametri europei.
  6. Il Pilastro sociale e la direttiva sul bilanciamento tra vita famigliare e vita lavorativa.

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