Una politica dell’UE coerente per le industrie culturali e creative

Una politica dell′UE coerente per le industrie culturali e creative

2016

Industrie Culturali Creative ( ICC) traino della crescita europea. Ricadute innovative su turismo, commercio al dettaglio e tecnologie digitali. Effetti positivi per l’Italia.

  • Voto S&D

  • Voto M5S

  • Voto LEGA

Con la risoluzione sulle ICC, (archivi, biblioteche, audiovisivo, editoria, spettacolo, design…), abbiamo chiesto che la Commissione ponga tra le sue priorità il loro sviluppo e finanziamento, nel quadro di una politica industriale globale di lungo termine.

Con circa 12 milioni di persone occupate in Europa, le ICC, difficilmente delocalizzabili perché legate intimamente al territorio, sono un elemento trainante per la crescita, si pensi anche alle ricadute innovative sul turismo, commercio al dettaglio e tecnologie digitali e al contempo, sono strumenti insostituibili per la conservazione dell’identità e della diversità culturale e linguistica europea.

La risoluzione grazie al determinante contributo dei Deputati PD, ha avuto ricadute molto positive sull’Italia, il cui sistema produttivo culturale e creativo nel 2017 rappresentava il 6% della ricchezza prodotta (oltre 92 miliardi di euro).

Questo testo ha rappresentato, infatti, il presupposto politico che ha permesso di ottenere il maggioritario consenso necessario ad ottenere misure concrete anche in altre commissioni (ECON , ITRE): l’inserimento delle ICC in EFSI e InvestEU, l’aumento della dotazione finanziaria di Europa Creativa nel bilancio UE 2018 e 2019, e in quello che sarà il nuovo programma 2021-2027, uno specifico polo tematico “Società inclusiva e creativa “ nel nuovo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico Horizon Europe 2021-2027.