Regolamento sulle importazioni di beni culturali

Regolamento sulle importazioni di beni culturali

Giro di vite contro il traffico illegale di opere d’arte. Regole più stringenti alle dogane. Approvato dal Parlamento europeo a Marzo 2019

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Il traffico illegale di opere d’arte, con un giro d’affari stimato fra i 3 e i 6 miliardi di euro, è secondo solo a quelli in armi e narcotici. Oltre a privare l’umanità del proprio patrimonio culturale, il commercio illecito di beni culturali contribuisce a riciclaggio, evasione fiscale, e al finanziamento di attività terroristiche.

Il sito archeologico di Palmira in Sira non è infatti stato semplicemente distrutto dall’ISIS. In effetti, si è trattato di un vero e proprio smantellamento. I pezzi più preziosi, reperti archeologici e monumenti, sono stati trafugati per essere poi venduti in UE e USA per finanziare le attività dell’organizzazione.

Il nuovo regolamento servirà, quindi, un duplice scopo: proteggere il patrimonio culturale globale e salvaguardare la sicurezza dei cittadini. Come? Il regolamento prevede maggiori controlli alle dogane. Per l’importazione dei beni più a rischio, come reperti archeologici e monumenti, sarà necessario ottenere una licenza d’importazione dal ministro della cultura dello Stato europeo di importazione previa la presentazione di tutta la documentazione necessaria a comprovarne la lecita provenienza. Per tutti gli altri beni sarà invece attivato un sistema elettronico di tracciamento e gli importatori dovranno assumersene la responsabilità legale.

Questo regolamento contribuirà alla lotta al finanziamento di attività terroristiche, alla lotta contro riciclaggio ed evasione fiscale, ed alla salvaguardia del patrimonio artistico dell’umanità.