Revisione della Strategia per l’Asia Centrale

Revisione della Strategia per l’Asia Centrale

Promuovere lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e una maggiore cooperazione.

L’Unione europea ha deciso nel 2015 di rivedere la propria Strategia per l’Asia Centrale, lanciata nel 2007. Negli anni, la regione è infatti divenuta sempre più strategica per l’Europa, sia per motivi geopolitici che per rafforzare i legami con Paesi stretti tra la forte influenza russa e il crescente attivismo cinese. La nuova Strategia mira a sostenere l’apertura di questi Paesi, storicamente molto chiusi verso l’esterno e caratterizzati da regimi autoritari, per promuovere lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, la democratizzazione e una maggiore cooperazione nei settori come quello energetico, strategico nell’area, del commercio e dell’agricoltura. Il Partito Democratico ha cercato di inserire ulteriori garanzie del rispetto dei diritti umani, viste la pessima situazione in questi regimi, facenti ricorso alla tortura, alle detenzioni politiche, alle persecuzioni per le persone omosessuali, fino al lavoro minorile e al lavoro forzato in Uzbekistan. Nel giro di pochi anni, il problema del lavoro minorile è stato quasi del tutto eliminato anche grazie alle pressioni del Parlamento, segno che il soft power dell’Unione è in grado di produrre effetti positivi per le popolazioni dei Paesi con cui coopera.