Riforma di Dublino; approccio globale al problema migratorio

Riforma di Dublino; approccio globale al problema migratorio

2017

La proposta del Parlamento europeo per la modifica del Regolamento di Dublino.

  • Voto S&D

  • Voto M5S

  • Voto LEGA

Si tratta della modifica del regolamento (UE) n. 604/2013 (cosiddetto regolamento Dublino III) che in buona sostanza stabilisce la responsabilità dell’esame di una domanda di protezione internazionale al primo Stato membro nel quale la domanda è stata presentata.

La proposta della Commissione lascia infatti immodificata proprio quella che da sempre è definita la stortura del sistema: l’individuazione dello Stato di primo ingresso (o di primo approdo) come responsabile dell’esame della domanda di protezione internazionale – salvo debite e rare eccezioni. Il sistema è infatti fortemente iniquo: basti considerare che negli ultimi anni, sulla base dei criteri enunciati dal regolamento di Dublino, solo 6 Stati Membri su 28 hanno fatto fronte a quasi l’80% di tutte le richieste d’asilo presentate nell’UE.

Questa responsabilità è tuttavia mitigata da un “meccanismo di equità” nel caso in cui uno Stato si trovi ad affrontare un afflusso sproporzionato di migranti, che superi il 150% della quota di riferimento. Quindi, nel caso in cui il sistema di accoglienza del Paese oltrepassi di una volta e mezzo la sua capacità teorica massima, tutte le nuove domande presentate in quello Stato membro potranno essere assegnate agli Stati membri che presentano un numero di domande inferiori.

Il criterio del Paese di primo ingresso è stato letteralmente soppresso dal voto della Commissione LIBE, voto confermato con l’adozione del mandato negoziale (il 16/11/17). Questo criterio è sostituito con un meccanismo permanente e automatico di ricollocazione basato su quote assegnate ad ogni Stato membro, calcolate su due criteri oggettivi: il PIL e la popolazione.

Con questo sistema tutti gli Stati membri sarebbero chiamati a fare la loro parte in un meccanismo basato realmente sulla solidarietà e condivisione delle responsabilità. Come Gruppo S&D e come partito democratico ci battiamo da tempo per l’affermazione di questo principio. Chi arriva in Italia arriva in Europa.

La proposta dell’Europarlamento in questo momento è bloccata in Consiglio e dagli Stati Membri.