Risanamento e risoluzione delle banche in dissesto (BRRD/SRMR)

Risanamento e risoluzione delle banche in dissesto (BRRD/SRMR)

Maggiore sicurezza per i possessori di obbligazioni bancarie.

Si tratta di un pacchetto di misure che recepiscono nell’ordinamento comunitario lo standard internazionale per le banche a rilevanza sistemica globale sulla capacità totale di assorbimento delle perdite (Total-Loss Absorption Capacity, TLAC) deciso dal Consiglio di stabilità finanziaria nel novembre del 2015, e integrarlo con il requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (Minimum Requirement for Eligible Liabilites, MREL) già previsto dalle regole UE per assorbire le perdite nel caso di bail-in e ricapitalizzare gli enti in dissesto.

Nel testo dell’accordo raggiunto nel dicembre 2018 si stabilito che, a partire dal 2024, per tutte le banche di rilevanza sistemica (G-SIIs) e quelle con un livello di attività superiore a 100 miliardi di euro l’anno il requisito minimo MREL dovrà essere soddisfatto utilizzando strumenti di debito subordinati, fino ad un massimo del 27% delle attività ponderate per il rischio. È stata inoltre stabilita la possibilità per l’autorità di risoluzione di prevedere un livello di subordinazione ulteriore per le banche che presentano difficoltà nella risoluzione o che sono particolarmente rischiose. In ogni caso è stato stabilito un livello massimo di subordinazione complessiva. Fino al 2021 le banche potranno assolvere una parte del requisito di subordinazione (fino al 2,5% dell’importo complessivo dell’esposizione al rischio) con una parte di titoli non subordinati. Tale possibilità potrà essere esercitata anche successivamente fino ad un massimo del 3,5% previa autorizzazione dell’autorità competente. Requisiti inferiori sono stati invece stabiliti per le banche con un livello di attività inferiore a 100 miliardi di euro.

Altri elementi dell’accordo riguardano il livello generale del MREL, che sarà molto meno gravoso per le banche per cui non è prevista la possibilità di risoluzione, e l’introduzione di un periodo massimo di moratoria di 2 giorni nel caso in cui la banca sia in dissesto o a rischio di dissesto, salvaguardando in ogni caso la possibilità per i risparmiatori di accedere ad un ammontare minimo giornaliero. Si è inoltre stabilito che in caso di mancata soddisfazione del requisito di MREL da parte di un istituto di credito, l’autorità competente possa concedere fino a 9 mesi di tempo per riallinearsi ai requisiti prima di attivare restrizioni alla distribuzione dei dividendi da parte della banca stessa. Infine, allo scopo di evitare che i titoli subordinati vengano venduti ai piccoli risparmiatori, sulla scorta di quanto è già stato fatto in Italia si è stabilito un taglio minimo per le emissioni di titoli subordinati pari a 50.000 euro.

La definizione del MREL e di un livello adeguato di subordinazione garantirà maggiore sicurezza ai depositanti e ai possessori di obbligazioni bancarie senior. Infatti, le banche saranno obbligate a detenere un ammontare sufficiente di titoli subordinati che dovrebbe essere utilizzato per assorbire le perdite in caso di crisi, prima che vengano colpite le altre passività di rango inferiore (inclusi i depositi sopra i 100 mila euro).

Queste regole aprono la strada all’introduzione di un backstop fiscale nel Fondo Unico di Risoluzione, che rappresenta una prima importante misura di condivisione del rischio. Resta da affrontare nella prossima legislatura la riforma del Bail-in.