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Feb

Il contenuto del Parere di Mercedes Bresso su EMA in Commissione AFCO

A seguito della Brexit, il Regno Unito non ha solo dovuto abbandonare l’Unione europea, ma ha dovuto inevitabilmente anche subire la perdita di tutte le agenzie europee che erano collocate sul suo territorio. Tra di esse, di interesse particolare per l’Italia, c’è EMA (Agenzia europea per i medicinali), che garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario nell'UE.

La riassegnazione della sede EMA ha visto numerose candidature – e un testa a testa finale tra Amsterdam e Milano - con una procedura che ha riservato ai soli stati membri la decisione. Questo processo, criticato da molti per la sua complessità e per aver preso la decisione finale addirittura con il lancio di una moneta, ha però lasciato da parte uno dei soggetti co-legislatori dell’Unione, vale a dire il Parlamento europeo.

Come unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini, e alla luce dei trattati, il Parlamento ha tra le sue prerogative la facoltà di far sentire la propria voce anche su temi come questo. Purtroppo, la procedura scelta dai governi ha portato ad una decisione presa solamente tramite il metodo cosiddetto intergovernativo, mettendo da parte quello comunitario.

I governi nazionali hanno poi chiesto al Parlamento di ratificare la scelta di Amsterdam, senza offrire al Parlamento la possibilità di essere ascoltato sul merito. È proprio la scelta di una procedura che ha escluso il Parlamento che viene contestata dal Parere che ho presentato in Commissione Affari Costituzionali in cui si ribadisco il ruolo dell’Assemblea che non può essere chiamata solo a ratificare una decisione dei governi. L’Assemblea eletta dai cittadini non può essere considerata come un semplice passacarte, che osserva ed approva decisioni prese da altri, ma deve essere rispettato nei suoi poteri e nelle sue prerogative di rappresentanza delle istanze dei cittadini.

Per questi motivi tale procedura sarebbe una strada miope e pericolosa, escludendo l’istituzione europea eletta più vicina ai cittadini da una scelta così importante. Si tratterebbe di un pericoloso precedente che il Parlamento non può in alcun modo accettare. Al momento, quindi, senza l'ok finale del Parlamento la procedura non può concludersi. I deputati europei sono pronti ad usare i propri poteri con una decisione che potrebbe addirittura mettere in discussione la stessa scelta di Amsterdam, facendo quindi saltare l’accordo raggiunto in sede di Consiglio UE. La battaglia per la scelta della nuova sede EMA, e per ribadire le competenze del Parlamento europeo, è solo all’inizio.