Le interferenze straniere nell’Unione europea

Le interferenze straniere nell’Unione europea

Pur nelle grandi differenze di forma e intensità ci sono due caratteristiche prevalenti di questi fenomeni, ovvero che favoriscono spesso movimenti politici di estrema destra e hanno come bersagli preferiti minoranze e soggetti più vulnerabili (migranti e LGBTI su tutti). Così come bersaglio prediletto è l’Unione Europea e i suoi valori democratici, che è l’obiettivo principale delle interferenze

Di Pierfrancesco Majorino

Negli ultimi anni sono stati evidenti i tentativi, da parte di attori stranieri statali e non, di condizionare il dibattito politico e interferire con i normali processi democratici all’interno dell’Unione Europea.

Le forme di questi tentativi, più o meno visibili, sono state molteplici sia nella natura che nell’intensità: si va da finanziamenti e flussi di denaro cospicui e non trasparenti fino all’organizzazione di vere e proprie campagne di disinformazione che si muovono soprattutto in un modo digitale ancora privo di una regolamentazione efficace e aggiornata.

Pur nelle grandi differenze di forma e intensità ci sono due caratteristiche prevalenti di questi fenomeni, ovvero che favoriscono spesso movimenti politici di estrema destra e hanno come bersagli preferiti minoranze e soggetti più vulnerabili (migranti e LGBTI su tutti). Così come bersaglio prediletto è l’Unione Europea e i suoi valori democratici, che è l’obiettivo principale delle interferenze

Per affrontare questo tema il Parlamento Europeo ha costituito, partendo da una nostra proposta, la Commissione speciale sulle interferenze straniere sui processi democratici dell’Unione Europea, nella quale sarò coordinatore del gruppo dei Socialisti e Democratici. È molto importante che si sia aperto questo spazio politico di discussione, che denota evidentemente la maturazione di una consapevolezza del problema, ora occorrerà sfruttarlo al meglio avendo ben presente quali sono gli obiettivi finali a quali vogliamo arrivare.

Il primo obiettivo deve essere sicuramente quello di rendere chiaro quanto accaduto. Dobbiamo approfondire e ricostruire con un buon livello di dettaglio tutti quegli episodi che possono essere oggetto di dubbi e ambiguità. La priorità è fare piena luce sulle dinamiche, sulle connessioni e sulle responsabilità e farlo con il massimo della trasparenza, ascoltando e raccogliendo tutte le informazioni rilevanti.

Ma non dobbiamo ovviamente fermarci qui. Dal lavoro di questa commissione penso debbano emergere anche delle proposte chiare e coraggiose che possano garantire il massimo della tutela e della trasparenza ai nostri processi democratici e a ciò che li circonda e intercettare le sfide a cui siamo chiamati a fare qualcosa che regoli il presente e che sia a prova di futuro: penso ovviamente al digitale, alla grande influenza deregolamentata dei social network e anche alla gestione e al mercato dei dati personali.

Abbiamo davanti a noi un lavoro importante da svolgere in poco tempo e bene, perché anche da qui passa la difesa dei nostri valori democratici.