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Controllo dell'applicazione del diritto UE nel 2017, 2018 e 2019

In risposta a una richiesta avanzata dal Parlamento europeo nel 1984, la Commissione presenta ogni anno una relazione sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE nell'anno precedente e la Commissione JURI adotta in seguito, una risoluzione di iniziativa (INI) sulla relazione della Commissione.

A seguito dei ritardi accumulatosi dovuti alle elezioni e all'avvio tardivo della procedura, la relazione annuale copre, eccezionalmente, tre anni consecutivi

Com’è noto, sono gli Stati membri ad essere responsabili della corretta applicazione, dell'attuazione e del rispetto del diritto dell'UE nell'ambito dell'ordinamento giuridico nazionale. La Commissione, ha il compito di controllare che gli Stati membri applichino correttamente e nei tempi indicati la normativa europea, ed interviene in caso di infrazione.

Nel merito, i dati che emergono dalla Relazione annuale 2019, se raffrontati a quelli dei due anni precedenti, indicano che le nuove procedure di infrazione nel 2019, sono state ben 797, registrando pertanto, un aumento di oltre il 20 % rispetto al 2018.

La relazione 2019, inoltre, ha confermato il trend degli ultimi anni: il maggior numero di casi di procedure di infrazione si riferiscono alla legislazione in campo ambientale, mercato interno, industria, imprenditorialità e PMI e mobilità e trasporti, settori che impattano direttamente la vita quotidiana e la salute dei cittadini europei e che nel complesso, rappresentano la metà di tutte le procedure di infrazione.

 La relazione  si focalizzava, tuttavia, su un numero ristretto di aree politiche, principalmente attinenti alla competenza LIBE. Sono stati presentati tutta una serie emendamenti volti a riequilibrare il testo e sottolineare le persistenti preoccupazioni che, nel triennio analizzato, si riscontrano riguardo al pieno recepimento della normativa attinente al pilastro europeo dei diritti sociali, nella lotta alla discriminazione e all'accessibilità a beni e servizi per i disabili. Inoltre, ha proposto alla Commissione una serie di raccomandazioni volte a sostenere gli Stati membri nella fase di attuazione della legislazione dell'UE, attraverso l’adozione di misure e azioni concrete.