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Ue, Toia: fare efficienza è un’opportunità. Gli Stati prevedano misure di sostegno

“Un gran fumo di confusione e di travisamento è stato fatto in buona o cattiva fede sulla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia. Per questo è necessario mettere qualche puntino sulle i. Innanzitutto la Direttiva non c'è ancora: è in discussione nella Commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo e il voto è stato rinviato al 9 febbraio prossimo. L'unico accordo fin qui raggiunto è quello trovato in Consiglio il 25 ottobre e sostenuto dal Ministro Pichetto Fratin. Così Patrizia Toia, europarlamentare del Partito democratico

 “In Parlamento si è arrivati soltanto a un accordo parziale - continua Toia -  per quanto attiene alle prestazioni energetiche e in più c'è un mio emendamento che introduce il principio, prima assente, di concedere agli Stati membri la possibilità di prorogare le date di cui tanto si discute per motivi di fattibilità economica e tecnica nonché per la mancanza di forza lavoro qualificata sufficiente.

Fare efficienza non è un obbligo negativo o un'azione vessatoria, ma un vantaggio, un’opportunità e, oggi, una necessità. È un risparmio di energia, un risparmio sul costo delle bollette ed è anche un importante volano di riqualificazione urbanistica, di nuovi posti di lavoro e di spinta all'industria del settore”.

 “Infine, voglio dire in modo netto, che non c'è e non c'è mai stato un divieto a vendere o fittare le case che non rispettino gli obiettivi fissati. Certamente, e questo è il caso già oggi, una casa che non abbia un certificato di prestazione energetica a norma potrà diminuire di valore, perché il compratore saprà di dover affrontare un investimento dopo l'acquisto e dunque negozierà un prezzo diverso. Questo non è imputabile alla Direttiva, ma alle regole del mercato. Perciò è necessario che gli Stati membri prevedano finanziamenti e misure di sostegno per raggiungere gli obiettivi.

 Discuteremo ancora ma dobbiamo essere sicuri che il testo sarà una tappa utile per ridurre l'uso dell'energia, per pagare meno in futuro sulle nostre bollette e per incentivare il lavoro e le tecnologie più avanzate”. Conclude Toia