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Editoriale di Brando Benifei, Novembre 2023

Esiste una sovranità nazionale di bandiera, che però non incide sui problemi reali, e una sovranità condivisa, che rispetta le specificità e le culture dei singoli Paesi ma che è capace di offrire il proprio contributo sulle grandi questioni internazionali”. 

Sono queste le parole, chiarissime, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Parole che non a caso arrivano dopo il voto degli eurodeputati delle forze di maggioranza, che lo scorso 22 novembre a Strasburgo hanno respinto le richieste di modifica di trattati europei.

Fortunatamente la relazione, preparata da cinque correlatori dopo un anno di Conferenza sul futuro dell'Europa, è stata approvata dall'aula della plenaria con 305 voti favorevoli, 276 contrari e 29 astensioni.

Si tratta di un voto importante, a cui chiediamo che il Consiglio dia seguito per il lancio di una Convenzione.

In un periodo storico di forti cambiamenti e, con le sfide che abbiamo davanti, l'Ue non può pensare di rimanere ancorata a uno status quo ormai anacronistico.

Purtroppo constatiamo come la destra italiana ed europea, sempre pronta ad accusare l'Europa di immobilismo e scarsa democrazia, abbia votato per mantenere il diritto di veto in Consiglio, meccanismo che blocca le decisioni in campi essenziali dell'azione dell’Unione, e per bocciare lo strumento del referendum europeo, sconfessando la loro retorica sul rispetto della volontà popolare.

Per noi, al contrario, rimane urgente e necessario riformare le istituzioni Ue e ampliare le sue competenze in materie chiavi quali le politiche ambientali ed energetiche, la salute, la tutela dello stato di diritto e le politiche sociali’. Anche se il voto della plenaria ha peggiorato la proposta approvata il mese scorso nella Commissione Affari Costituzionali, l'approvazione del rapporto è comunque un primo necessario passo per andare avanti, che ha il merito di sgombrare il campo. 

Le elezioni di giugno, infatti, si misureranno anche su questo: da una parte chi vuole la costruzione di un'Unione Europea più forte e più democratica e dall'altra chi invece, come la destra, pensa in maniera ingenua e utopistica, che gli Stati europei possano fronteggiare un mondo sempre più multipolare in ordine sparso.


Brando Benifei