ACCORDO UE-REGNO UNITO NON A QUALUNQUE PREZZO

ACCORDO UE-REGNO UNITO NON A QUALUNQUE PREZZO

Un accordo tra Unione e Regno Unito non può prescindere da condizioni di concorrenza leale per i nostri produttori, aziende, cooperative, dall’integrità del mercato interno e la parità di condizioni tra i cittadini sulle due sponde della Manica, il cosiddetto ‘level playing field’. Ma neanche a standard sociali, occupazionali, ambientali e di sicurezza alimentare a livelli equivalenti, e i più alti possibili

Di Paolo De Castro

L’Assemblea plenaria del Parlamento europeo ha approvato lo scorso 16 giugno ad ampissima maggioranza (571 voti a favore, 36 contrari e 91 astenuti) le proprie raccomandazioni per i negoziati su un nuovo partenariato tra l’UE e il Regno Unito. 

Il testo votato sottolinea come l’Unione europea non possa rinunciare, nel negoziato post-Brexit, ai principi di uguaglianza e solidarietà alla base del suo modello sociale, né tanto meno alla protezione dei nostri standard produttivi e di sicurezza alimentare che, purtroppo, insieme alla protezione delle nostre Indicazioni Geografiche, il Regno Unito sta minacciando di voler sacrificare pur di concludere accordi con altri partner commerciali, a partire dagli Stati Uniti, come ha reso noto il capo negoziatore europeo Michel Barnier. Al momento, il negoziato si presenta tutto in salita, anche se rimaniamo fiduciosi su un’evoluzione più costruttiva delle trattative nei prossimi mesi per scongiurare il no-deal, nel mutuo interesse. Ma non a tutti i costi! Per questo il Parlamento ha ri-affermato con il voto dell’Assemblea plenaria che un accordo tra Unione e Regno Unito non può prescindere da condizioni di concorrenza leale per i nostri produttori, aziende, cooperative, dall’integrità del mercato interno e la parità di condizioni tra i cittadini sulle due sponde della Manica, il cosiddetto ‘level playing field’. Ma neanche a standard sociali, occupazionali, ambientali e di sicurezza alimentare a livelli equivalenti, e i più alti possibili. Infine, non accetteremo un accordo economico senza un accordo equo sulla pesca e senza parità di genere, a partire dal contrasto al gender pay-gap, con azioni che mirino a rafforzare il ruolo delle donne. 

La nostra forza è l’unità che ha ritrovato l’Europa dopo la crisi del coronavirus. Il Parlamento, il Consiglio e la Commissione europea guardano nella stessa direzione nelle trattative per il divorzio con Londra, pronti a dare tutte le chance al negoziato. Ma ripetiamo, non a tutti i costi!

Ci dispiace dirlo, ma siamo convinti che il Regno Unito rimpiangerà questa scelta. D’altra parte – come ha affermato qualche giorno fa Romano Prodi – il salto anti-crisi che l’Europa sta realizzando con il Recovery Fund, non sarebbe mai potuto avvenire con la Gran Bretagna dentro all’Ue.